Dopo aver visitato Castelsardo, si prosegue lungo la S.S. n. 200;
subito dopo le case di
Lu Bagnu, che sorge sulle rovine di un antico bagno romano, s'incontra, a s., la
deviazione per il paesino di Tergu. In questa località trviamo l'interessante
Chiesa di
Nostra Signora di Tergu, che fu costruita nel luogo dove anticamente sorgeva un
tempio
protosardo, in seguito romano è, più tardi, un importante monastero benedettino.
La
chiesa risale al sec. XIII ed è ispirata all'architettura pisana; vi si possono
osservare il
campanile e i resti del monastero, mentre l'interno, a una navata, è coperto con
una
volta del '600-700. Da Tergu che dista da Castelsardo Km. 10,5, si può proseguire
fino alla S.S. n. 127, oppure si può procedere su un'altra strada, in direzione di Osilo.
Proseguendo sulla S.S. n. 200, s'incontra una deviazione che si immette sulla strada
Tergu-Osilo. Subito dopo, s'incontra la cantoniera Pedras de Fogu, mentre a d., sulla riva
del mare, si trovano le rovine di una villa romana, dove si possono ancora vedere la vasca
ed un piccolo mosaico. La strada ci porta fino ad incontrare, presso le case di Maritza,
una biforcazione: a d., si prosegue lungo una strada litoranea per Porto Torres; a s., la
S.S. n. 200 prosegue fino a Sassari. Arrivati alla località di Maritza, si svolta a s.,
e, subito dopo, troviamo, sempre a s., una deviazione che, ad un certo punto, forma un
quadrivio: a s., la strada, dopo aver attraversato la Tergu-Osilo, si immette in quella
che, da Tergu, porta alla S.S. n. 127; a d., si va al paese di Sennori; dritti, si
prosegue fino alle case di San Lorenzo, prima, e di Santa Vittoria, dopo: qui la strada,
immettendosi in quella proveniente da Tergu, porta a Osilo. La S.S. n. 200 prosegue, dopo
una deviazione a d., che porta fino al paese di Sorso. Questo paese era sicuramente
abitato in epoca preistorica e poi anche in periodo romano, come del resto sta a
testimoniare il nome della zona "Planargia", al centro della quale si trova per
l'appunto Sorso. In questo centro, situato nel mezzo di una fertile pianura, ricca di
vigneti e di oliveti, troviamo numerose chiese, fra le quali ricordiamo quelle di San
Pantaleo, di Santa Croce, della Madonna d'Itria, della Madonna di Noli me tollere. La
prima fu costruita nel 1838 da Fra' Antonio Cano e presenta, all'interno, un'interessante
statua lignea di San Pantaleo; la Chiesa della Madonna d'Itria è forse la più bella di
Sorso; alla Chiesa della Madonna di Noli me tollere è legata una suggestiva leggenda,
secondo la quale la statua della Madonna fu trovata da un pastore su di un albero di olivo
con la scritta "Noli me tollere". Nel paese abbiamo un'importante |