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Lasciando a s. la prosecuzione della S.S.
n. 200, si continua fino ad incontrare
Marina di Sorso, centro balneare assai
frequentato d'estate; quindi si arriva a
Platamona Lido, di cui abbiamo già parlato
come escursione da Sassari. Da Platamona
ci si può immettere direttamente sulla S.S.
n: 131, oppure proseguire lungo una
strada costiera di recente costruzione,
fino a Porto Torres. Poco prima della
cittadina, s'incontra la Chiesa di San
Gavino a Mare, situata su una rupe;
all'interno troviamo una caverna battuta
dai flutti marini. Porto Torres fu
probabilmente fondata dai Cartaginesi, ma
in proposito mancano sicure testimonianze
archeologiche; quasi sicuramente fu
fondata dai Romani, e più esattamente da
Cesare. In epoca imperiale, divenne il più
fiorente porto del Nord-Sardegna, così
come Kàralis lo era per il sud: da Turris
Lybisonis partivano le navi, cariche di
grano, per Ostia. La città decadde quando
fu sottoposta alle continue incursioni dei Vandali, ma si riprese nel Medioevo, quando Pisa e Genova, per i loro interessi
commerciali, se ne contendevano il
possesso. Dopo un nuovo periodo di
decadenza, nel 1441 fu trasferita la sede vescovile da Porto Torres a Sassari; la città rifiorì dopo la 1° guerra mondiale divenendo, oltre che un porto sempre più efficiente, un importante polo industriale.


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Porto Torres

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Porto Torres: rovine romane
di Turris Libysonis

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