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Dal porto di Palau ci si imbarca su una delle navi traghetto, che curano i collegamenti, con una frequenza di circa un'ora, e, dopo m. 15, si arriva a La Maddalena. La traversata è interessante, in quanto il paesaggio che si presenta agli occhi del viaggiatore è di una bellezza ineguagliabile: il traghetto scivola fra le acque limpidissime dell'arcipelago contornato da isolette e da insenature. L'Isola di La Maddalena, sulla quale sorge l'unico centro abitato dell'arcipelago, è, insieme a Caprera, la più estesa; le altre isole sono: Santo Stefano che, insieme alle due prime citate, si trova a sud-est; Spargi, Budelli, Santa Maria e Razzoli, a nord-ovest. Fra quest'ultimo gruppo di isole e quelle corsicane di Lavezzi si aprono le Bocche di Bonifacio. Le isole dell'arcipelago, già abitate nel periodo eneolitico, furono chiamate dai Romani "Cunicularie" e dai Genovesi, nel XIII sec., "Isole dei Carugi". Da questo momento non si hanno più notizie, relative alla presenza di insediamenti umani, fino al XVI sec., quando cominciarono ad arrivare dei pastori corsi in quelle isole dell'arcipelago che, nel sec. XVIII, furono chiamate "Isole Intermedie". Nel 1720, l'arcipelago passò sotto i Savoia, e nel 1770 furono costruite le prime case presso Cala Gavetta: da questo nucleo urbano si svilupperà poi l'odierna cittadina. Nel 1793, durante la guerra fra la Francia e il Regno di Sardegna, un contingente militare francese, nel quale era compreso anche il giovane Ufficiale |
![]() La Maddalena
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| Napoleone Bonaparte, sbarcò a La
Maddalena: in questa occasione si distinse l'eroico Domenico Millelire, tanto da meritare
la medaglia d'oro, la prima concessa dal giovane Regno di Sardegna. Nel 1804, la flotta
inglese passò per La Maddalena, durante una pausa nell'inseguimento della flotta francese
verso Trafalgar. Il governo italiano impiantò, nel 1807, un'importante base militare, che
fu poi smobilitata, esattamente dopo il 1947. Sbarcati nella banchina commerciale, si
prosegue per un breve tratto a s., quindi si svolta a d. e si arriva alla piccola Piazza
Garibaldi. Qui troviamo il Palazzo Comunale, dove è custodita, esattamente nell'ufficio
del Sindaco, una delle palle di cannone usate da Napoleone nel bombardamento della città
del 1793. Poco avanti, troviamo la parrocchiale,dove sono custoditi dal parroco due
candelieri e un crocifisso d'argento, donati da Nelson, insieme ad un autografo col nome
della nave "Victory", sulla quale fu ucciso a Trafalgar il famoso ammiraglio.
Proseguendo a s. della chiesa, si sbuca nel porticciuolo di Cala Gavetta, dove è stata
innalzata una colonna in onore a Garibaldi; si ritorna ora indietro per il lungo mare fino
ad incontrare, a s., la vasta Piazza Umberto I, dove troneggia un busto di Anita
Garibaldi. Proseguendo lungo la strada che costeggia Cala Gavetta, si arriva alla lunga e
pittoresca Cala Francese, nelle cui vicinanze è situata la Chiesetta della Madonnetta; da
questa strada parte, a d., una biforcazione che porta al punto più alto dell'isola, Monte
Guardia Vecchia. E consigliabile fare un giro in auto lungo la strada panoramica, che
segue, in parte, la costa e che offre lo spettacolo di spiaggette e di insenature di
ineguagliabile bellezza (Spalmatore, Portolungo, Stagno Torto, Cala Maiore). |
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